La minaccia della disinformazione sul clima propagata dalla tecnologia AI generativa

La disinformazione sul clima e l'AI generativa

L’intelligenza artificiale (IA) ha trasformato il modo in cui accediamo e distribuiamo le informazioni. In particolare, l’IA generativa (GAI) offre opportunità senza precedenti per la crescita. Tuttavia, presenta anche significativi sfide, in particolare nel discorso sul cambiamento climatico, specialmente la disinformazione climatica.

Nel 2022, una ricerca ha mostrato che circa 60 account Twitter sono stati utilizzati per pubblicare 22.000 tweet e diffondere informazioni false o fuorvianti sul cambiamento climatico.

La disinformazione climatica indica contenuti inaccurati o ingannevoli riguardanti la scienza del clima e le questioni ambientali. Propagata attraverso vari canali, distorce il discorso sul cambiamento climatico e ostacola la presa di decisioni basate sulle evidenze.

Man mano che l’urgenza di affrontare il cambiamento climatico si intensifica, la disinformazione propagata dall’IA rappresenta un ostacolo formidabile per raggiungere un’azione collettiva sul clima.

Cos’è la disinformazione climatica?

Informazioni false o fuorvianti sul cambiamento climatico e i suoi effetti vengono spesso diffuse per seminare dubbi e confusione. Questa propagazione di contenuti inaccurati ostacola un’efficace azione sul clima e la comprensione pubblica.

In un’era in cui le informazioni viaggiano istantaneamente attraverso piattaforme digitali, la disinformazione climatica ha trovato terreno fertile per propagarsi e creare confusione tra il pubblico.

In generale, ci sono tre tipi principali di disinformazione climatica:

  • Tendenza: Diffusione di informazioni false sui modelli e sui cambiamenti a lungo termine del clima globale, spesso per minimizzare la gravità del cambiamento climatico.
  • Attribuzione: Assegnazione in modo fuorviante di eventi o fenomeni climatici a fattori non correlati, oscurando l’influenza effettiva delle attività umane sul cambiamento climatico.
  • Impatto: Esagerazione o sottovalutazione delle conseguenze reali del cambiamento climatico, sia per incutere paura che per promuovere la compiacenza riguardo alla necessità di agire sul clima.

Nel 2022, sono emersi diversi tentativi inquietanti di diffondere disinformazione climatica, dimostrando l’entità della sfida. Questi sforzi includono campagne di lobbying da parte di aziende del settore dei combustibili fossili per influenzare i responsabili delle decisioni e ingannare il pubblico.

Inoltre, magnati del settore petrolchimico hanno finanziato think tank di negazionisti del cambiamento climatico per diffondere informazioni false. Inoltre, le campagne aziendali di “scetticismo” sul clima hanno prosperato sulle piattaforme dei social media, sfruttando le campagne pubblicitarie su Twitter per diffondere rapidamente disinformazione.

Queste campagne manipolative cercano di minare la fiducia del pubblico nella scienza del clima, scoraggiare l’azione e ostacolare progressi significativi nel contrastare il cambiamento climatico.

Come si diffonde la disinformazione climatica con l’IA generativa?

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La tecnologia dell’IA generativa, in particolare i modelli di deep learning come i Generative Adversarial Networks (GAN) e i transformer, può produrre contenuti altamente realistici e plausibili, inclusi testi, immagini, audio e video. Questo avanzamento nella tecnologia dell’IA ha aperto la porta alla rapida diffusione della disinformazione climatica in vari modi.

L’IA generativa può inventare storie non vere sul cambiamento climatico. Sebbene oggi 5,18 miliardi di persone utilizzino i social media, sono meno propensi del 3% a individuare tweet falsi generati dall’IA rispetto a quelli scritti da esseri umani.

Alcuni dei modi in cui l’IA generativa può promuovere la disinformazione climatica:

1. Accessibilità

Strumenti di IA generativa in grado di produrre contenuti sintetici realistici stanno diventando sempre più accessibili attraverso API pubbliche e comunità open-source. Questa facilità di accesso permette la generazione deliberata di informazioni false, inclusi testi e immagini false fotorealistiche, contribuendo alla diffusione della disinformazione climatica.

2. Complessità

L’IA generativa consente la creazione di articoli, post di blog e notizie più lunghi e autorevoli, replicando spesso lo stile di fonti autorevoli. Questa complessità può ingannare e fuorviare il pubblico, rendendo difficile distinguere la disinformazione generata dall’IA da contenuti genuini.

3. Persuasione

Gli ampi modelli linguistici (LLM) integrati negli agenti di IA possono intrattenere conversazioni elaborate con gli esseri umani, utilizzando argomenti persuasivi per influenzare l’opinione pubblica. La capacità dell’IA generativa di generare contenuti personalizzati risulta indistinguibile dagli strumenti attuali di rilevamento dei bot. Inoltre, i bot di GAI possono amplificare gli sforzi di disinformazione e consentire a piccoli gruppi di apparire più grandi online.

Pertanto, è fondamentale implementare meccanismi di fact-checking robusti, programmi di alfabetizzazione mediatica e monitoraggio attento delle piattaforme digitali per contrastare in modo efficace la diffusione della disinformazione climatica propagata dall’IA. Rafforzare l’integrità delle informazioni e le competenze di pensiero critico permette alle persone di navigare nel panorama digitale e prendere decisioni informate di fronte all’aumento della disinformazione climatica.

Individuazione e contrasto della disinformazione climatica propagata dall’IA

Anche se la tecnologia dell’IA ha facilitato la diffusione rapida della disinformazione climatica, può anche far parte della soluzione. Gli algoritmi basati sull’IA possono identificare modelli unici dei contenuti generati dall’IA, consentendo una rilevazione e un intervento precoci.

Tuttavia, siamo ancora nelle prime fasi di costruzione di sistemi di rilevamento dell’IA robusti. Pertanto, gli esseri umani possono intraprendere i seguenti passaggi per ridurre al minimo il rischio di disinformazione climatica:

  • Aumentare la vigilanza: Poiché le app di fact-checking dell’IA sono ancora in evoluzione, gli utenti devono essere vigili nel verificare le informazioni che incontrano. Invece di pubblicare automaticamente i risultati delle ricerche dell’IA sui social media, individuare ed valutare fonti affidabili. Verificare le fonti è essenziale quando si tratta di argomenti importanti come il contrasto al cambiamento climatico.
  • Valutare i metodi di fact-checking: Accettare la lettura laterale, una tecnica utilizzata dagli esperti fact-checker. Cercare informazioni sulle fonti citate nei contenuti generati dall’IA in una nuova finestra. Analizzare l’affidabilità delle fonti e l’esperienza degli autori. Utilizzare i motori di ricerca convenzionali per individuare e valutare il consenso tra gli esperti sull’argomento.
  • Valutare le prove: Approfondire le prove presentate nelle affermazioni generate dall’IA. Verificare se il consenso scientifico affidabile e gli studi supportano o confutano le dichiarazioni. Rapide indagini alle piattaforme dell’IA potrebbero fornire alcuni dati preliminari, ma è necessaria un’indagine approfondita per ottenere risultati affidabili.
  • Non fare affidamento esclusivamente sull’IA: Dato che i sistemi di intelligenza artificiale tendono occasionalmente a produrre informazioni allucinate o inaccurate, diventa indispensabile non fare affidamento esclusivamente sull’IA. Per garantire precisione e accuratezza delle conoscenze, integrare i materiali generati dall’IA con una diligente verifica incrociata utilizzando motori di ricerca tradizionali.
  • Promuovere l’alfabetizzazione digitale: Anche l’alfabetizzazione mediatica è fondamentale per dotare le persone delle competenze necessarie per navigare nel complesso discorso sul clima. Dotare il pubblico delle capacità di pensiero critico consente loro di distinguere la disinformazione, promuovendo una società più informata e responsabile.

Dilemmi etici: Bilanciare la libertà di espressione e il controllo della disinformazione

Nella battaglia contro la disinformazione climatica propagata dall’IA, è fondamentale rispettare i principi etici nello sviluppo e nell’uso responsabile dell’IA. Prioritizzando la trasparenza, l’equità e la responsabilità, possiamo garantire che le tecnologie dell’IA servano il bene pubblico e contribuiscano positivamente alla nostra comprensione dei cambiamenti climatici.

Per saperne di più sulla generazione di IA o sui contenuti correlati all’IA, visita unite.ai.