Gli autori si uniscono contro le aziende di intelligenza artificiale cercano rispetto e pagamento per il lavoro con copyright

Gli autori si uniscono contro le aziende di intelligenza artificiale.

Autore di spicco, inclusi giganti della letteratura come Margaret Atwood, Viet Thanh Nguyen e Philip Pullman, si sono uniti per chiedere alle aziende di intelligenza artificiale (IA) di rispettare i loro diritti e di cercare il permesso prima di utilizzare il loro materiale protetto da copyright. Il Authors Guild, la più grande organizzazione professionale per scrittori in America, ha guidato questa iniziativa. Il movimento sollecita le principali aziende di IA come OpenAI, Alphabet, Meta, StabilityAI e IBM a rispondere alle loro richieste di cambiamento.

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La richiesta di ottenere il permesso

La lettera aperta, che ha raccolto quasi 8.000 firme, presenta tre richieste cruciali alle aziende di IA come OpenAI. Innanzitutto, implora queste aziende di ottenere il permesso esplicito degli autori prima di utilizzare le loro opere protette da copyright. È una richiesta semplice che garantisce agli scrittori il controllo sull’uso delle loro creazioni nel mondo dell’IA.

Vogliamo una giusta compensazione

In secondo luogo, gli autori insistono su una giusta compensazione per l’uso passato e continuativo delle loro opere da parte dell’IA. La crescita dell’IA nel panorama letterario si basa indubbiamente sul fondamento di innumerevoli ore di duro lavoro e creatività da parte degli autori di tutto il mondo. Pertanto, è giusto compensare equamente questi creatori per il loro contributo allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

“L’output dell’IA sarà sempre di natura derivata”, afferma Maya Shanbhag Lang, presidente dell’Authors Guild. “L’IA rigurgita ciò che assimila, ovvero il lavoro degli scrittori umani. È giusto che gli autori siano compensati per aver ‘alimentato’ l’IA e per continuare ad influenzarne l’evoluzione.”

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La terza richiesta prevede che gli scrittori ricevano una giusta compensazione per l’utilizzo delle loro opere negli output dell’IA, indipendentemente dal fatto che tali output violino o meno le attuali leggi sul copyright. Affrontando questa questione, gli autori cercano di creare un sistema in cui gli output dell’IA convivano con il trattamento etico dei contenuti creativi e dei loro creatori.

Le figure letterarie si uniscono nella battaglia contro lo sfruttamento dell’IA

Il movimento per contrastare l’uso sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale nel mondo della letteratura ha guadagnato un significativo slancio. Solo un mese fa, due autori nordamericani, Mona Awad e Paul Tremblay, hanno intentato una causa legale contro OpenAI, accusandola di violazione del diritto d’autore. Questa azione legale ha inviato un potente messaggio alla comunità dell’IA, rafforzando il concetto che le opere creative degli autori non dovrebbero essere sfruttate senza il loro consenso e una giusta compensazione.

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La Society of Authors offre il suo sostegno

La Society of Authors (SoA), il principale organismo del Regno Unito per gli scrittori, ha dato il suo pieno sostegno alla lettera aperta dell’Authors Guild e agli sforzi legali intrapresi da Awad e Tremblay. Nicola Solomon, amministratore delegato della SoA, sottolinea che il consenso, il riconoscimento e la compensazione sono pilastri fondamentali del regime di proprietà intellettuale, essenziali per la capacità di ogni autore di tutelare il proprio lavoro e guadagnarsi da vivere.

Sfide future: bilanciare i motivi di profitto e le ramificazioni etiche

Anche se gli sforzi degli autori per influenzare gli sviluppatori di IA sono fondamentali, Nicola Solomon riconosce che affrontare la sfida più ampia richiede un approccio multifacetato. I motivi di profitto delle grandi aziende guidano prevalentemente la ricerca nella costruzione della prossima generazione di sistemi di IA. Ciò ha portato a un ambiente opaco, senza restrizioni e non regolamentato. Di conseguenza, le considerazioni etiche spesso passano in secondo piano, rendendo necessaria una maggiore vigilanza e protezione.

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Un appello all’unità: gli autori si oppongono con forza allo sfruttamento dell’IA

Gli sforzi congiunti di autori di fama mondiale hanno messo in luce una questione urgente che affligge il mondo della letteratura: l’uso etico dell’IA nei processi creativi. Richiedendo il consenso, una giusta compensazione e il rispetto del copyright, questi autori difendono i loro diritti e i diritti dei loro colleghi.

Questo movimento ha suscitato un forte interesse nel pubblico, stimolando conversazioni sui social media, sui mezzi di informazione e su varie piattaforme online. È un grido di cambiamento, un appello a pratiche etiche nell’IA e una celebrazione della creatività che arricchisce il nostro mondo.

La nostra opinione

Il fronte unito di autori di spicco, guidato dalla Authors Guild, che richiede pratiche etiche nell’IA, segna un momento cruciale nella battaglia contro lo sfruttamento dell’IA nel mondo letterario. La risonanza del movimento dimostra il riconoscimento diffuso del valore della creatività e dell’importanza di proteggere i diritti degli autori. Mentre la Authors Guild e la Society of Authors si battono per il cambiamento, danno un potente esempio per il futuro. Un futuro in cui l’arte e l’innovazione possono coesistere armoniosamente, garantendo che i contributi dei creatori siano giustamente riconosciuti e ricompensati nel mondo guidato dall’IA.