Automazione dell’IA e disparità di genere come l’IA potrebbe influire maggiormente sulle lavoratrici donne

Automazione dell'IA e disparità di genere nelle lavoratrici donne

Alla luce dei progressi dell’intelligenza artificiale (AI), il futuro del lavoro sta subendo una ristrutturazione. La paura della perdita di lavoro a causa dell’automazione dell’AI è diffusa, ma uno studio recente mette in luce una tendenza preoccupante: l’AI sostituirà probabilmente più dipendenti donne rispetto ai loro colleghi maschi. Il McKinsey Global Institute ha condotto uno studio intitolato ‘Generative AI e il futuro del lavoro in America’, che mette in evidenza l’impatto potenziale dell’automazione dell’AI sul mercato del lavoro negli Stati Uniti. Questo articolo approfondisce le conclusioni dello studio, svelando come l’AI potrebbe influire in modo sproporzionato sulle prospettive di impiego delle donne e le misure necessarie per salvaguardare il loro futuro.

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Impatto dell’AI sul mercato del lavoro negli Stati Uniti

Il rapporto McKinsey prevede che entro il 2030, l’automazione guidata dall’AI porterà a circa 12 milioni di transizioni professionali negli Stati Uniti, poiché l’AI sostituirà i lavori che coinvolgono la raccolta di dati e compiti ripetitivi. Ciò solleva preoccupazioni riguardo alle possibili perdite di posti di lavoro e alla necessità di riqualificazione della forza lavoro.

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Disparità di genere

Una rivelazione significativa dello studio è che si prevede che l’automazione dell’AI avrà un impatto maggiore sull’occupazione femminile rispetto a quella maschile. Le professioni tradizionalmente dominate dalle donne, come il supporto amministrativo, il servizio clienti e il settore della ristorazione, sono più vulnerabili alle interruzioni dell’AI. Il rapporto suggerisce che le donne hanno il 1,5 volte più probabilità degli uomini di dover passare a nuove professioni a causa dell’automazione dell’AI.

Professioni vulnerabili

I rappresentanti del servizio clienti e gli impiegati di supporto amministrativo sono altamente suscettibili all’automazione dell’AI. Il rapporto ha scoperto che l’80% dei rappresentanti del servizio clienti negli Stati Uniti e il 60% degli impiegati di supporto amministrativo sono donne. Queste professioni coinvolgono compiti ripetitivi e l’elaborazione dei dati, rendendole adatte all’automazione tramite sistemi di AI.

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Preoccupazioni sul divario salariale

Le implicazioni dell’automazione dell’AI sulle lavoratrici sono di ampia portata. Le donne che svolgono lavori a basso salario, spesso le più vulnerabili all’interferenza dell’AI, hanno fino a 14 volte più probabilità di dover cambiare professione rispetto a quelle in posizioni a salario più alto. Questo è particolarmente preoccupante considerando che le donne già affrontano un divario salariale di circa il 22%.

Misure urgenti per proteggere le lavoratrici

Lo studio richiede un cambiamento nelle pratiche di assunzione, invitando i datori di lavoro a dare priorità alle competenze e alle capacità anziché alle credenziali. Reclutare tra le popolazioni trascurate, come i lavoratori rurali e le persone con disabilità, può ampliare il bacino di talenti. Inoltre, è essenziale fornire formazione che si allinei alle esigenze in evoluzione per preparare i lavoratori al futuro guidato dall’AI.

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Cogliere le opportunità durante la transizione verso l’AI

Il rapporto di McKinsey sull’impatto dell’AI sul mercato del lavoro negli Stati Uniti indica il cambiamento inevitabile che si sta verificando nella forza lavoro. Sebbene l’AI possa minacciare alcune professioni, presenta anche opportunità di creazione di posti di lavoro in campi nuovi ed emergenti. Saranno richiesti ruoli che richiedono risoluzione di problemi complessi, pensiero critico, creatività e competenze tecniche avanzate. Sia le donne che gli uomini dipendenti dovrebbero concentrarsi sulla formazione delle proprie competenze per sfruttare queste opportunità emergenti.

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La nostra opinione

La crescita dell’automazione dell’AI è una forza trasformativa nella forza lavoro, ma può potenzialmente accentuare le disparità di genere. Le conclusioni del rapporto McKinsey fungono da campanello d’allarme, invitando i datori di lavoro e i responsabili delle politiche ad adottare misure proattive per tutelare le lavoratrici dagli impatti dell’automazione dell’AI. Attraverso la priorità dell’assunzione basata sulle competenze, gli investimenti nella formazione e la promozione della diversità e dell’inclusione, possiamo creare un futuro in cui l’AI beneficia tutti, livellando il campo di gioco sia per gli uomini che per le donne. La chiave sta nell’abbracciare il potenziale dell’AI e nell’abilitare i lavoratori ad adattarsi e prosperare nel cambiamento del panorama lavorativo.